Una riforma epocale

25.01.2015 22:21

Visto che Giancarlo Magalli è il candidato più accreditato per il Quirinale (più ci penso e più mi pare un'ottima idea), la nostra politica non è più arte del possibile bensì dell'impossibile.

D’altronde siamo italiani e niente di assurdo ci è estraneo.

Da noi ogni stronzata ha diritto ai suoi dieci minuti di celebrità, eventualmente rinnovabili.

Quel che sto per proporre sembra una follia, il sogno grottesco di un ex pidiessino frustrato dopo un'indigestione di salamelle alla Festa dell'Unità e invece è una riforma molto semplificante, ma così semplificante che non ci arriverebbe nemmeno il ministro della Semplificazione.

E’ un’idea che mi è venuta in mente quando mi sono accorto che i ragazzi (ho il privilegio di sentire le loro conversazioni ogni giorno in autobus) non sono in grado di citare altri nomi di partiti italiani oltre a Pd e M5s.

Una volta una ragazza, sollecitata, ha rammentato con fatica Forza Italia, ma lo ha fatto con gli occhi a fessura e l'espressione concentrata di chi ricorda un capitolo di storia medievale.

Anch'io devo ammettere che faccio una certa fatica a snocciolare altri nomi, ma posso sempre dare la colpa all'età che avanza e al fatto che dei molti partiti di quando ero bambino non ne è sopravvissuto nemmeno uno.

Anche se i ragazzi di oggi hanno le meningi fresche, twittano, whatsuppano e leggono le pagine politiche dei giornali, nella loro mente vige lo sbarramento del 20% e tutti i partiti che non hanno raggiunto quella soglia (praticamente tutti tranne Pd e M5s) restano fuori.

Ma pensandoci bene si potrebbe fare di più: sbarazzarci di tutti i partiti (che stanno dando un misero spettacolo) e tenerci solo il Pd, che basta e avanza. Già immagino le vostre facce costernate all'idea che un signore perbene e democratico come me invochi il partito unico.

Ma perché vi scandalizzate? Il Pd è già un partito unico. L'unico partito al mondo che contiene dentro di sé un piccolo arco costituzionale completo e accessoriato, con destra, centro e sinistra, diviso in maggioranza e opposizione.

Provate a riflettere. Nel Pd c'è una destra moderata cattolica tutto sommato rispettabile, formata con i residuati della Margherita; c'è un centro molto liberal rappresentato da Renzi e dai suoi; c’è un'agguerrita sinistra corrispondente alla minoranza dei bersaniani e di Civati.

Una compagine variegata e disomogenea che si spacca con un grissino, composta da gente mediamente più preparata, esperta e perfino beneducata rispetto alla fauna circolante in altri partiti.

E allora perché mantenere gli altri partiti depauperando le già esangui casse dello Stato, quando ce n'è uno che da solo può svolgerne egregiamente le funzioni nel pieno rispetto del pluralismo?

Quando sento le cronache politiche a base di scontri furibondi, documenti contrapposti e accuse incrociate, ho l'impressione che si riferiscano a cinque partiti diversi e invece mi accorgo che tutto accade all'interno di una sola forza.

E allora teniamoci quella forza e gli altri tutti a casa, oppure che scelgano la corrente Pd più adatta a loro, tanto c’è posto per tutti. Una volta abolita la concorrenza, il Partito del Nazareno raggiungerebbe il 100% dei voti e si aggiudicherebbe tutti i seggi alla Camera e al Senato, ma state tranquilli, non vedrete la differenza, perché la politica sarebbe litigiosa esattamente come ora, se non di più.

Civati uscirebbe tutto arrabbiato sbattendo la porta e andrebbe a fondare un partitino che, in virtù della legge di gravitazione universale di Newton, in pochi minuti verrebbe irresistibilmente riassorbito dal Pd.

Se ci pensate bene, quella del monopartito sarebbe una riforma epocale ma certamente verrebbe osteggiata. Come dite? Da chi? Ma dal Pd naturalmente.