Una storia sbagliata

21.04.2017 15:08

Come è strana quest’Italia, che annovera migliaia di medici obiettori di coscienza davanti a un aborto e poi scopri che tu sei stato lasciato alla morte per abbandono terapeutico. Forse da quegli stessi medici che si ricordano di avere una coscienza solo quando non vivono nelle tenebre. Ti hanno fermato i carabinieri dopo che avevi ceduto a un uomo delle confezioni trasparenti in cambio di una banconota. Eri un tossicodipendente, avevi l’epilessia e pesavi come un bambino che sogna di diventare grande. Ti hanno rinchiuso in carcere, ti hanno massacrato di botte, pugni, calci, ti hanno visto agonizzare, ti hanno bastonato in un corpo già morto, ti hanno tolto l’anima per farne scherno con gli amici al bar, e sei morto colpevole di essere un ragazzo solo, un ragazzo che aveva sperato di trasformare i suoi desideri, abbagliato dalle allucinazioni che ti procuravi. Forse lo facevi per non piangere guardandoti indietro, forse per non aver creduto abbastanza in quella vita che ogni giorno lasciavi andare, sperando fosse sempre l’ultima volta. Ti hanno deriso anche quando il tuo corpo si offriva davanti a un pubblico pagante, sofferente per i tormenti e le paure che hanno accompagnato i tuoi ultimi giorni di vita. Ti mancava la corona di spine, solo quella, ma te l’hanno messa subito dopo, negando i tuoi sorrisi, la tua gioventù, le tue aspirazioni, il tuo amore. Tutti ti hanno rinnegato, tutti hanno fatto finta di non vedere, di non sentire le tue sommesse grida soffocate da mani sporche di sangue, unte dal moralismo più bieco. Ti hanno fatto morire di percosse, di digiuno, senza assistenza medica, abbandonato, come si abbandonano i cani in autostrada. Forse alcune mani ti potevano salvare, ma erano troppo occupate a chiuderti gli occhi. Le hai viste anche tu sul banco degli imputati quelle persone che ti hanno calpestato oltre la morte, che ti hanno tolto anche quella dignità che non meritava la loro colpevolezza.

La Corte ha stabilito che sei morto a causa delle mancate cure mediche e per grave carenza di cibo e liquidi. Hanno sentenziato che le lesioni post-mortem potrebbero essere causa di un pestaggio o di una caduta accidentale, perché non ci sono elementi che facciano propendere per l'una piuttosto che per l'altra dinamica. Sei caduto quando eri già in coma, quando non potevi più muoverti, sei caduto perché non ti avevano ben saldato alla tua croce, perché la corona di spine che ti avevano fissato sul capo ti ha impedito di vedere lo scalino che avevi davanti agli occhi.

Forse hai voluto morire per impedire loro di non farsi più dolere le mani quando ti colpivano, ma oggi, dopo più di sette anni dalla fine del tuo giovane destino, i giudici che non avevano scelto Barabba, hanno annullato le assoluzioni dei cinque medici e hanno scoperto che potevi essere salvato se solo sulla tua già difficile strada, non avessi trovato degli specialisti dell’obiezione di coscienza.

Ora finalmente sei libero di volare, ora che tutti hanno capito che non sei caduto, che non ti volevi uccidere, che non ti sei picchiato da solo, ora qualcuno capirà che la tua morte ha sconfitto una mala giustizia, un accanimento alla verità e, soprattutto, hai sconfitto chi ti credeva morto. Ora Stefano devi volare, volare in alto, così in alto da superare la coltre nei nostri occhi, il grigio che non ci fa vedere la luce, volare dove potrai riposarti. Ora puoi toglierti la corona di spine e gettarla sul banco degli imputati.

 

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