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Notti magiche


Forse non sarà una partita a cambiare le regole del gioco. Parafrasando la canzone simbolo di Italia 90 possiamo dire che le regole del gioco non cambiano, ma è tutto ciò che c'è intorno a cambiare. Tornano le partite di pallone e torneremo a vederne di nuove fra qualche giorno con la Coppa Italia e dal 20 giugno le restanti del campionato di Serie A. Anche se non saranno le notti magiche di trent'anni fa, quell'indimenticabile estate italiana fatta di calcio e tifo, negli stadi, nelle piazze e nelle case, quella che ci apprestiamo a vivere sarà anch'essa indimenticabile, figlia di un tempo che ci priva della socialità e dello stare insieme, gol e parate ma senza la parte fuori dal rettangolo di gioco. Sarà un surrogato, una cura lenitiva comunque necessaria a chi non sa stare senza calcio. Uno dei tanti punti di ripartenza, l'ennesimo settore che ha bisogno di riprendersi i suoi spazi. Stadi vuoti e silenziosi a cui ci dovremo abituare, a casa e forse nei locali, ma distanziati. Se trent'anni fa qualcuno ci avesse detto che nel 2020 il calcio si sarebbe giocato in stadi vuoti e con il rischio sempre pendente di una sospensione, avremmo pensato a una guerra, forse a una minaccia terroristica, difficilmente a un virus. Un periodo che ha appiattito tutto, anche i ricordi, le attese, gli eventi, il tempo di un mondo che non sarà più lo stesso. Il semplice ha riacquistato valore, le cose scontate non sono più tali e così anche le partite di pallone, seppur senza pubblico, senza cori e senza bandiere, saranno in grado di restituirci qualcosa che ci è mancato maledettamente: l'emozione del gol. Non saranno notti magiche ma passeranno meglio, inseguendo un gol sotto il cielo di questa (strana) estate italiana.