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Tecnicamente immortale


Ci ho provato con tutte le mie forze, ma proprio non riesco a preoccuparmi per la salute di Silvio Berlusconi. Non è segno di cuore duro ma di cervello tenero, direi infantile. Non penso "chissenefrega, se ne ammalano tanti" o peggio per rancore politico, ma perché sotto sotto sono convinto che il Cavaliere, pur anziano e acciaccato, ci sotterrerà tutti. Vuoi perché nel corso del tempo il dottor Zangrillo deve aver sostituito talmente tanti pezzi del suo corpo che la sua affermazione "Silvio è tecnicamente immortale" potrebbe non essere un'iperbole. Nel corso della sua vita ha superato brutte malattie e interventi chirurgici di ogni genere, tour de force giudiziari che stroncherebbero qualsiasi essere umano, un sessantennio di debosce da Basso Impero, una serie di estenuanti divorzi, un Duomo di Milano in faccia e un cavalletto da fotografo in testa, nonché ininterrotti attacchi mediatici su statura, calvizie, senilità, prostata e organo sessuale, tutto questo dirigendo un impero finanziario e per un ventennio anche un Paese. Non sarà certo l'ultimo virus venuto ad abbattere Silvio Berlusconi, anzi, credo che il Covid sia più a rischio di lui che, seduto sulla riva del fiume, ha visto passare il cadavere dell'antiberlusconismo, si è visto candidare al Quirinale, al Nobel e a senatore a vita anche da politici che appena dieci anni fa l'avrebbero condannato a morte. Un Padre della Patria, insomma, o forse il suo figlio più esemplare, nei suoi enormi difetti e nei suoi indubbi pregi sostenuti da una dote molto italiana ma sempre più rara: la gioia di vivere. Le sue tivù hanno indubbiamente rimbecillito un paese cui una storia pesante e una politica seriosa avevano negato per troppo tempo il lusso della leggerezza, e che si è gettato sui palinsesti Fininvest come un bambino nel reparto dolciumi del discount. E ora ci ritroviamo leader politici quarantenni che da ragazzi hanno fatto i concorrenti dei suoi quiz e si commuovono pensando a Bim Bum Bam come quelli di una volta si commuovevano pensando alla Resistenza, e che sono stati i primi a fargli gli auguri di pronta guarigione. Glieli facciamo anche noi, naturalmente. Lunga, lunghissima vita a Silvio Berlusconi. Finché c'è lui possiamo credere di non essere ancora cresciuti del tutto.