Scritture scriteriate

140 anni di De Gasperi


Il prossimo anno sono 140 dalla nascita di Alcide De Gasperi, fondatore della DC. Immagino già uno, due, tre mesi di kermesse sullo statista trentino, sulla sua visione politica italiana nel concerto delle grandi potenze dopo la guerra, sul suo anticomunismo, sul suo esser cristiano coerente, sul dissidio con Pio XII, sulla collaborazione coi socialcomunisti e sulla rottura con gli stessi, sul suo modo di essere vicino al popolo senza essere populista ecc. ecc. ecc. Tutte gran belle cose. Spero che l'anniversario, che come al solito vedrà festeggiamenti e ricordi brevi, sia l'occasione per pubblicazioni che non siano d'occasione, istant book che dopo 1 anno puoi mandare al macero, ma per studi seri, storiograficamente scientifici, documentati con fonti archivistiche note, meno note e nuovissime, insomma per parlarne con senno. Spero che la discussione si sottragga agli schematismi (ma temo sia vana speranza), che ci si accosti a questa eminente figura con lo spirito e gli strumenti di Pietro Scoppola che alla fine degli anni '70 ne fece un profilo ancor oggi valido. Spero che altrettanto si faccia di Palmiro Togliatti, e di Nenni e di La Malfa che vissero gli anni degasperiani arrivando anche alla lite, alla rottura, ma sempre con spirito di difesa della nazione negli anni della ricostruzione e poi degli albori del miracolo economico. Spero insomma che l'uomo De Gasperi non venga consegnato senza batter ciglio a quanti vogliano (e già l'hanno fatto come ad esempio il Berlusca) impossessarsene ad usum delphini. Ve l'immaginate Berlusconi che torni a definirsi unico erede politico del grande trentino? Quello che si compiace di definirsi unico defensor ecclesiae (ma pare lo faccia anche il Salvy), o quanti sottolineino solo l'anticomunismo degasperiano (che pure c'è stato ed aveva logica e forse ragion d'essere) ma che a De Gasperi e alla DC non impedirono la collaborazione culturale e parlamentare che portò alla Costituzione. Piuttosto, e parlo soprattutto a chi sottolinea lo spirito cristiano di De Gasperi, a chi voglia proprio attualizzarlo, mi permetto di far notare che come è stato per tanti altri eminenti uomini politici dell'epoca come Nenni, Togliatti e tanti altri d'ogni colore, De Gasperi non si è arricchito facendo politica. Giudizio moralistico si dirà. Certo! Discorso che poco ha a che fare con la storiografia in quanto scienza. Certissimo! Ma in attesa dei festeggiamenti pelosi, delle appropriazioni indebite, mi piace pensare a questi uomini di fede (politica e/o religiosa) che si sono dedicati alla causa senza tornaconto, non come i farisei di oggi, gli acchiappatutto, i populisti con crocifisso e ciliegie in mano. Insomma, cogliamo l'occasione, quando parliamo di questi uomini e di queste donne (pensate soltanto a Nilde Iotti, altra democristiana) per meditare un poco sulla nostra pochezza e molto sulla loro grandezza.

De Gasperi non ha bisogno di beatificazione, come secondo me non ne aveva bisogno un altro grande di quell'epoca, Giorgio La Pira. Certi uomini non hanno bisogno di monumenti ma di memoria seria, ma di esser studiati nelle loro visioni politiche ampie, anche nei loro sogni e nel caso di De Gasperi parliamo di un'Europa nuova, unita, solidale. Che ve ne pare quanto ad attualità del grande trentino?