La stanza degli ospiti

Fabiola Caporalini

Laureata in Giurisprudenza, ex giornalista e già socia di una piccola libreria indipendente, ha sempre approfondito, con spirito di volontariato le più differenti tematiche sociali e le condizioni umane di fragilità, avviando progetti di cooperazione internazionale, di vicinanza alle disabilità fisiche, cognitive e relazionali. Oggi il suo impegno è volto a sostenere anche la parità sociale tra le persone con diverse identità di genere. 

Andrea


Andrea

Sei pelle sulla mia,

fatta di umidità e carezze.

Sei terra senza bussola

e io straniera e perduta.

Per farti innamorare

ti regalerei

ombre cinesi di luna

e bacerei le palpebre silenziose nel sonno.

A ogni punto,

a ogni linea

un soffio di luce sul tuo alfabeto morse.

Sei il mio giardiniere galante

sulle assi di legno di un cuore.

Non ho mai amato tanto,

così tanto,

di te,

la vita.


Oggi l'assenza di te
è stata un cratere lunare nei pensieri.
C'è tramontato sopra
un sole asciutto,
come su un mare silenzioso di sabbia.
Mancavi persino nello spazio
tra un granello e l'altro,
tra le particelle di cipria rosa nel cielo
e la polvere sollevata dal vento.
Sei mancato sotto ogni arco delle fronde,
nel lungo racconto di foglie che il bosco aveva intessuto per te.  

Essere la tua neve


Come neve che gela il tremore

è la carezza sul viso esposto e indifeso,

volontà di fermare l'involontario

è l'incessante scendere dei fiocchi.

Ma il tremito è anche di vita,

che scuote e si fa presente,

per dirmi ci sono, mi vedi,

che anelo ad un anonimato indistinto,

che forse la neve può coprire.

Essere la tua neve.  


Lucciole d'inverno


I tuoi occhi sono lucciole d'inverno,

chiuse in un barattolo di vetro,

piccoli bagliori nella notte fievole.

È casa ogni tuo gesto,

è identità ogni respiro,

aria alla tua vita

trapunta di stelle.

Che ogni lieve espressione del tuo viso

sia sempre affinché tu

volga gli occhi al cielo.


T'accompagno


T'accompagno nella notte ed è silenzio.

Solo la luna traccia il cammino

e lo riflette sui miei passi.

Le luci dell'auto restano accese,

parcheggiate sul bordo della strada.

Muovo i passi verso il cancello

e le sue piccole sfere di luce.

Penso alle stelle dei tuoi occhi

che si affievoliscono nella stanchezza.

Mi limito a brevi frasi spezzate,

ma so che tu sei molto altro

e che, se tanto è difficile,

molto di più in te è straordinario.

E' solo per me quel brevissimo tratto del tuo cammino.

L'amore per la seconda volta nella vita,

orma del mio cuore sui tuoi sassi.