Pausa Caffè

n. 77


Ciao Maurizio.

Ciao.

Non c'è nessuno.

E chi vuoi che ci sia?

Che sensazioni provi in questi giorni?

Dopo tanti giorni di clausura ho l'impressione che stia cambiando tutto, un po' perché è evidente che non è una clausura destinata a fermarsi a breve, sicuramente non per quell'inizio aprile scritto nel decreto.

Ci stiamo organizzando.

Ci siamo abituati a non essere più incastrati nella nostra vecchia routine, quella che consideravamo, a ragione o a torto, la normalità, e stiamo trasformando in routine, quindi in normalità, questa sorta di autoreclusione nella quale siamo relegati.

La tua vita è cambiata molto?

Beh, rispetto a prima sì, anche se io sono abituato. Sono uno che scrive e quindi votato alla clausura, stare in casa è parte integrante della mia vita quotidiana... ma è una scelta, non un'imposizione.

Però adesso non puoi uscire neanche per una passeggiata...

Stiamo vivendo un'epoca senza precedenti, di clausura globale e collettiva, di paura globale e collettiva, di incertezza globale e collettiva, e questo spiega la voglia irrefrenabile di far sapere a tutti che ci siamo, che siamo empaticamente collegati gli uni agli altri...

Stai parlando dei social...

Certo. Prima o poi qualche sociologo dovrà studiare tutto questo, sempre se ci sarà una razza umana in grado di farlo o interessata a farlo. Dovrà capire come sono cambiate le dinamiche sociali in questi giorni, anche piuttosto rapidamente. Poi magari fra un po' avremo rimosso tutto questo, come succede quando fai un incidente d'auto, per un po' ti prende l'ansia ogni volta che sali in macchina, vai in iperventilazione, sei tutto sudato, poi non te ne ricordi più e riprendi a guidare come prima... però stiamo assistendo a dei cambiamenti mica da ridere...

Che faremo quando tutto sarà finito?

Il giorno in cui tutto sarà finito scenderemo in piazza come alla fine della guerra, hai presente la foto del marinaio che bacia la ragazza a New York? La gamba di lei alzata come nei film romantici... scenderemo a frotte, scompostamente, abbracciandoci e baciandoci anche tra sconosciuti, come quando l'Italia vinse i Mondiali...

Non avremo paura?

Stavo scherzando. Certo che avremo paura. Io credo che saremo per parecchio tempo cauti, come quando, dopo l'arrivo dell'Aids, la gente smise di scopare come capitava, tra sconosciuti, promiscuamente, senza protezione. Credo che non ci stringeremo più neanche la mano, e non lo dico per essere apocalittico, né felice per questa nuova modalità di prendere le distanze... sono uno che tende ad abbracciare, mi piace il contatto fisico con la gente, ma credo che sarà così, terremo le distanze, avremo paura, saremo diffidenti.

Che ne pensi delle manifestazioni sui balconi?

Mi verrebbe da dire cinicamente che molti hanno più vita sociale ora da reclusi di quando potevano stare fuori tutto il tempo che volevano.

Ma ti piacciono?

Trovo tutto molto bello: l'inno di Mameli, Azzurro, la diretta di questo o quel cantante, gli applausi per questa o quella categoria di eroi, i flashmob, le catene di sant'Antonio che ricevo su Whatsapp, le immagini sacre affiancate alle poesie del cazzo su foto di fiori, i lumini da accendere a una determinata ora, le continue richieste di contribuire a un qualche evento benefico... tutto bello. Bello davvero.

Però l'altro giorno mi dicevi che molti cantanti stonano... anzi, mi hai detto che fanno proprio cagare.

Non mi riferivo alla gente comune che canta l'inno di Mameli, Azzurro e Il Cielo è Sempre Più Blu di Rino Gaetano... mi riferivo agli artisti veri, che senza il supporto di super turnisti e fonici cadono giù come frutta moscia.

E allora?

E allora fermatevi. Da oggi fino a nuovo ordine, alle 18 tutte le donne usciranno sul balcone con le tette di fuori. Tette di fuori, in evidenza, senza cantare, però. Vanno bene anche culi e passere, ma dal balcone le tette si vedono meglio. Siamo pratici.

E il comune senso del pudore?

Le abbiamo viste con la ricrescita e in tuta da ginnastica mentre cantavano Nel Blu Dipinto di Blu, non credo parlare di pudore abbia più molto senso...

E gli uomini?

Per par condicio noi uomini, alle otto di mattina, l'idraulica potrebbe darci una mano, tireremo fuori i piselli. Lancio questa iniziativa, auspicando partecipino anche artisti di ogni settore, ivi comprese le pornostar che, magari, avrebbero anche qualcosa da insegnarci a riguardo. E se i social proveranno a censuraci dovranno censurarci tutti, non credo convenga loro perdere tutto il traffico che gli portiamo, specie in giorni come questo in cui tutto avviene solo online. Lanceremo gli hashtag: #InAltoICapezzoli per le donne e #GrazieAlCazzo per gli uomini. Naturalmente sto scherzando, cerco di accendere qualche piccolo sorriso in questo momento tragico.

Quando tutto questo sarà finito, cambieranno i nostri rapporti?

All'inizio forse qualcosa cambierà, poi continueremo a guardarci con lo stesso sguardo deferito, a volte ostile, con cui ci si guarda tra vicini da che mondo è mondo. Certo, sapremo cosa si trova sotto quel tailleur o sotto quel completo grigio abbinato a una bella cravatta, ma dissimuleremo ogni tipo di riferimento a questi strani giorni, niente sorrisi complici, niente sguardi d'intesa, niente di niente. Un saluto a mezza bocca, sempre che si trovi il tempo di farlo, e poi tanta indifferenza.

Ti va un caffè?

Prima laviamoci le mani.