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Pet influencer

Ho una fortuna in casa e non lo sapevo. Sì, perché sono sempre di più quelli che si accorgono di avere in casa una risorsa a quattro zampe e, grazie ai social, sanno trarne profitto. E se la parola "influencer" vi fa digrignare i denti, "pet influencer" rischia di procurarvi l'ulcera, perché non indica un essere umano che postando video ha conquistato un tenore di vita che si può raggiungere solo sbancando il Superenalotto, ma un animale da compagnia trasformato in una star del web. Lo era fino a poco tempo fa Matilda, la bulldog francese di Chiara Ferragni, diventata una celebrità con mezzo milione di followers su Instagram. Poi c'è il bulldog inglese di Ibrahimovic, la Jack Russell di Donatella Versace e il barboncino di Michelle Hunziker. Ormai i pet influencer sono talmente inflazionati che i padroni non sanno più cosa inventarsi per farli notare: c'è chi arriva a colorare di blu le orecchie del suo cagnolino o chi punta su altre specie, come criceti, scimmie e volpi. Ma alla fine i cari vecchi normalissimi cani sono quelli che piacciono di più, specie se esaltati da un'accorta regia, con un appropriato sottofondo musicale e un commento spiritoso. Scommetto che ora guardate il vostro cane con occhi diversi e vi pentite di avere fatto sterilizzare la vostra cagnolina, che avrebbe potuto rendervi parecchio sfornando irresistibili cucciolate da filmare. Io ho un bulldog inglese talmente pigro che quando ci gioco sembra che mi faccia un piacere, senza contare che tra cibo, veterinario, tolettature, biscottini e vaccinazioni, mi costa un patrimonio. Avrebbe tutto per diventare un pet influencer – il look, la stoffa e il carisma – ma io non sono in grado di valorizzarlo e lanciarlo su TikTok, e forse è per questo che a volte si sente incompreso.