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Bravi ragazzi

Uno dei pochissimi lati positivi della pandemia è quello di avere evitato ai genitori le feste scolastiche per due anni consecutivi. Per quanto ci vergogniamo ad ammetterlo, non è così male che l'ultimo giorno di scuola sia l'ultimo giorno di scuola e basta, come quando eravamo piccoli noi: un saluto nel cortile e buone vacanze a tutti. Niente maratone in cucina per fare crostate, niente telefonate in pasticceria per ordinare pizzette, niente gruppi whatsapp per capire chi deve portare i bicchieri di plastica e chi allestire il rinfresco per i celiaci, niente setacciamento dei negozi alla ricerca di indumenti per la recita dei pargoletti, in genere articoli fuori stagione dai colori improbabili che si useranno solo per un giorno. Niente di tutto questo. La sospensione della scuola in presenza ha dispensato i genitori dalla raffica di cene, merende e pizzate che in certi momenti dell'anno rendevano l'agenda di ogni famiglia fitta e complicata come quella di Obama. E abbiamo scoperto, vergognandoci un po', di sentirci più leggeri e un po' più ricchi, il che di questi tempi non guasta. Ma il rimorso c'è, perché il nostro meschino sollievo coincide con un'effettiva perdita per i ragazzini dell'emozione di sentirsi protagonisti, di vedersi al centro del mondo almeno per un giorno. Mai come in quest'anno e mezzo hanno vissuto così poco, reclusi e separati dagli amici, limitati nei contatti a scuola, privati dello sport e degli svaghi abituali, costretti a subire malumori e ansie degli adulti o addirittura segnati dalla perdita di un nonno o di una nonna. E forse mai come ora si meritavano una grande festa in loro onore, invece hanno visto archiviare senza troppe cerimonie il loro anno scolastico. Pazienza, è andata così. Festeggiamoli come possiamo facendogli capire che sono importanti e che si sono guadagnati una promozione molto più prestigiosa di quella che in tempi normali si conquista con buoni voti. Incrociando le dita, a settembre ritroveranno la normalità che sembrava dimenticata, con mamme e babbi che torneranno a fare gli autisti, a cuocere le crostate, a ordinare le pizzette e a vegliare fino a notte fonda per terminare i lavoretti di Natale.