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Il paradiso delle signore

Anche in tempi di Covid le nostre amate bancarelle restano al loro posto. E così, mentre al nord vengono annullati i tradizionali mercatini di Natale, noi ci teniamo l'unico mercato settimanale all'aperto, non pericoloso per la salute e altamente benefico per l'umore e per le tasche. Buona parte della popolazione maschile della mia città non sarà d'accordo, dato che il mercato è il regno delle donne, il paradiso delle signore, e sono pochi gli uomini che lo apprezzano. Di maschi ce ne sono pochi, stanno per lo più dietro al bancone e hanno verso le clienti un atteggiamento di ruvida gentilezza e distaccata complicità, pronte a trasformarsi in aperta ostilità se le signore fanno le furbe. Quando gli ambulanti maschi, italiani o stranieri, le vedono affondare le mani nei mucchi di abiti o smistare gli attaccapanni con sguardo libidinoso, ho sempre l'impressione che le giudichino delle bambine capricciose. Sotto sotto la pensano come tutti i mariti, ma per loro il mercato è lavoro, un lavoro che cercano di fare il meglio possibile mettendo nella relazione con il pubblico femminile tutto il savoir faire che si impara girando per le piazze. Ma quando parlano fra loro, da un banco all'altro, i loro argomenti sono quelli di tutti gli uomini - calcio, motori, sesso - e naturalmente l'emergenza Covid, con una gamma di opinioni in tutte le sfumature. Eppure le bancarelle resistono, almeno finché la nostra regione riuscirà a restare zona arancione, e anche il più inveterato nemico del mercato non potrà non essere orgoglioso di un pugno di rivenditori ambulanti che, in un momento di crisi planetaria, riescono a difendere l'umanissima tradizione del commercio in presenza contro i magnati del web che ci vogliono chiusi in casa a riempire carrelli virtuali.