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Non ci posso far niente: a me il carnevale mette una tristezza infinita. Questo senso di festa, anzi questa intimazione al dover far festa sotto il cielo peggiore dell'anno, mi mette una profonda tristezza. Coriandoli, maschere (con il loro subconscio demoniaco), fischietti, immancabili travestimenti da donna di uomini non particolarmente belli,...

Sono stato qualche giorno a casa con tosse e raffreddore, e durante le colazioni mattutine mi è accaduto ogni tanto di assistere al programma Alta Infedeltà, un prodotto nostrano spacciato per video verità con situazioni interpretate da attori ma corroborato da testimonianze dirette dei presunti interessati, quindi, come suol dirsi, è tutto vero ma...

Il Paese sta inacidendo. Sta invecchiando male e non se ne rende conto, anche perché preda di una paurosa e biliosa narrazione populista nei contenuti e nei modi. Un Paese di zitelle inacidite e vecchi brontoloni. Stati d'essere o meglio di malessere che definiscono un'umanità che pur malinconica, fino ad oggi non aveva ancora manifestato i tratti...

Il sostantivo intelligenza deriva da intelligere, intus-legere, leggere dentro, cioè capire. Io capisco quello che mi accade attorno. Esistono tanti tipi di intelligenza e di tutte queste intelligenze quella politica sarebbe la massima espressione. Intelligenza politica come capacità di intercettare le paure e i desideri della gente in un dato...

Leggendo il comunicato ufficiale a firma Duca e Duchessa del Sussex, forse avrebbero potuto scrivere più semplicemente «andatevenaffanculo». Che è un po' il senso della fuga di Harry e Meghan, i cui nomi si intrecciano in un logo da coppia dannata, come quelli di Bonnie e Clyde, o come quelli degli antenati Edward e Wally, anch'essi in fuga dalle...

La lettera scritta dai quattro organizzatori delle Sardine, pubblicata da Repubblica, è simpatica come le facce degli autori. «Eravamo quattro trentenni come ce ne sono tanti» scrivono i ragazzi, quattro amici al bar, come nella canzone di Gino Paoli, che ebbero l'idea di organizzare una manifestazione per contrapporsi al comizio di Matteo Salvini...

E' passato Natale, quello del traffico, della gente, delle donne che si spintonano al bancone del supermercato: «C'ero prima io», «Eh no, signora mia bella, c'ero prima io», tutti a spendere, tutti a comprare, «E mi dia anche un etto di prosciutto... e quella roba lì cos'è? Ma sì, me ne dia un paio d'etti».

Strade illuminate, centri storici e isole pedonali in fibrillazione, zampognari e luminarie, spruzzate di neve e vetrine addobbate: è Natale, l'ultima ricorrenza dell'anno, apoteosi di quel rito un po' pagano, un po' mistico, un po' trash e un po' kitsch chiamato "scambio di regali", una tradizione che fa cassa da sempre.

«Quest'uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta, unita ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o finzione scenica: sembra quasi che egli si venda per quello che è e che quello che è sia tale...

Durante la settimana sono stato a casa per una bronchite e ogni tanto accendevo la tv e girovagavo senza meta tra la vasta laguna di canali e canaletti. Mi hanno colpito due stucchevoli televendite, una si rivolge alle femminucce e l'altra ai maschietti (parità dei sessi onorata). La prima reclamizza un leggins miracoloso capace di alzare culi...