Scritture scriteriate

Un boato ancora nello stomaco e nel cuore

2 Agosto 1980. Avevo ventuno anni. Un boato alla stazione di Bologna. L'orologio è ancora fermo al minuto dello scoppio. La mente ancora va a quelle ore di rumori, urla straziate, corpi feriti, confusione, incertezza su cosa fosse accaduto, morti, tanti morti. Poi sarebbero arrivate le domande sul perché e su chi, sui bastardi. 

Il dolore allo stomaco risorge come fosse oggi. Un senso di pianto prende il cuore come se fosse morto un parente o un amico. Il dolore invece è ancora più forte proprio perché quei corpi straziati sono di estranei, persone che forse non avresti mai conosciuto ma che dopo il 2 agosto, dopo 41 anni, ti appaiono come fantasmi di insepolti che non possono accedere all'Ade. Non possono perché insepolti e la sepoltura non sarebbe altro che dare nome definitivamente ai bastardi che hanno organizzato l'attentato, hanno ucciso, hanno dichiarato guerra al vivere civile della gente semplice, allo Stato ancora sano. La sepoltura nella Grecia omerica come nelle pagine virgiliane è atto di giustizia e qui giustizia non può che essere mandare in galera a vita quei bastardi e scrivere sulle tombe dei mandanti che sono morti di vecchiaia la parola BASTARDO.

Ma è sufficiente? No di certo! La vendetta non paga, ma fare giustizia aiuta a riprendere il cammino della speranza che ci fa credere ancora nella democrazia perché retta dal principio di libertà che è scolpito in una Costituzione antifascista. La verità giudiziaria spesso non arriva e comunque lo fa purtroppo in ritardo di decenni, ma almeno la verità storica può qualcosa nel ricostruire il tessuto esistenziale degli scampati, e anche chi non era lì è uno scampato perché le vittime, i feriti, i corpi straziati, le vite infrante dei parenti delle vittime li senti e li devi sentire tuoi, suscitano quel moto delle viscere che nell'Antico Testamento è riferito al Signore che ama e invita ad amare i figli e i fratelli con tutte le viscere. Per questo motivo ricordare prende allo stomaco, induce un senso di nausea e disorientamento come fosse ancora il 2 agosto 1980, come se tu ti fossi trovato a quella stessa ora alla Stazione di Bologna, o a Piazza della Loggia a Brescia, o alla Banca dell'Agricoltura a Milano nel 1969. E ciò che fa star male è l'insepoltura delle vittime, quell'atto di giustizia che solo può riappacificare un poco (ma non dimenticare) che ci spinga ancora ad essere cittadini solidali che credono in qualcosa di diverso da ciò che oggi è questa nostra "povera Patria". Quanto è ancor più attuale la canzone di Battiato. Quanto ancora i giochi del potere indignano (quando va bene) o inducono a abbandonare la lotta, a desistere. Solo decisi e credibili atti di giustizia oggi possono purificarci dal lordume creato da quei BASTARDI.

E allora l'annuncio che Draghi ha deciso di desecretare i documenti sulle stragi, sulla fetida P2 è un buon inizio, ma solo un inizio, perché bisogna chiedersi quanti pidduisti e loro amici ancora sono in politica e determinano il nostro futuro e bisogna pure che gli Italiani (che tanto s'infervorano per le vittorie calcistiche e gli ori olimpici, per le quali pure è bello emozionarsi ed anche commuoversi) bisogna pure -dicevo- che i cittadini ricordino, facciano storia e memoria dei fatti tremendi che abbiamo vissuto e prendano atto che anche votare è sì un dovere in sé, ma che è anche doveroso non votare per chi ha avuto legami stretti con quanti (uomini o organizzazioni che hanno operato contro lo Stato e la collettività) ancora spudoratamente ci propongono le loro ricette ipocrite. Rileggiamoci l'elenco degli iscritti alla fetida P2, leggiamoci qualche libro serio sulla strage di Piazza Fontana, sul caso Moro, su Piazza della Loggia, sulla stazione di Bologna, sulle trattative Stato-Mafia e avremo chiaro che le responsabilità sono già storicamente chiare. Non ci rimane che scrivere la parola BASTRADO sulla tomba del mandate della strage e sui suoi accoliti.